0

Le Calandre: un carta da primato

tullio2 di Mario ReggianiSe su Google cercate “carta dei vini” il primo risultato che appare è quello del Ristorante tristellato “Le Calandre” di Max e Raffaele Alajmo. E non è certo solo per un buon lavoro di posizionamento sul web. Il locale padovano è da sempre un punto fermo nell’alta ristorazione veneta e la sua carta dei vini, disponibile anche per tablet, è all’altezza di questa fama. Per raccontarci la sua genesi e le sue qualità abbiamo coinvolto il sommelier Tullio Moressa, con passate esperienze lavorativa presso la gastronomia Peck di Milano e l’azienda distributrice di vini del territorio "Les Caves De Pyrene" e da gennaio responsabile vini per tutti e sei i locali targati Alajmo.

Continue Reading

0

Una finestra sul Conegliano Valdobbiadene

Bellezze naturali, incantevoli luoghi storici e artistici e, ovviamente, prodotti enogastronomici di grande pregio. Il territorio del Conegliano Valdobbiadene li possiede tutti. Ma se fra questi, almeno in ambito internazionale, il più noto è il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, il vino che ha costruito nel tempo uno “Stile Italiano” del bere moderno, informale e allegro, apprezzato e amato in tutto il mondo, meno note, ma altrettanto da gustare e apprezzare, sono le molte bellezze che si possono incontrare in questo territorio unico e inimitabile. E’ proprio con l’obiettivo di raccontarle che è nato il progetto che ha dato vita ad una nuova rivista: “Visit Conegliano Valdobbiadene”. Continue Reading

0

Il risotto che non t’aspetti

Ha vinto la creatività, voglia di tentare nuove strade e nuovi sapori. E, per una volta tanto, ha messo d’accordo tutti quanti. Alla terza edizione de “Il risotto del sommelier”, lo scorso 15 settembre durante la 47ª Fiera del Riso di Isola della Scala, forse anche un po’ a sorpresa, il risotto migliore è stato quello proposto dai padroni di casa della delegazione veronese, con la complicità dello chef Roberto Merzari del Ristorante Villa De Winckels di Mercenigo di Tregnano (VR). Un risotto alle castagne di San Mauro, stracul di maiale e Grana della Lessinia, sapori molto diversi fra loro ma che Roberto ha saputo amalgamare sapientemente e che hanno colpito alla stesso modo la giuria tecnica, presieduta da Giancarlo Mondini (Ais Romagna) e composta da Mariano Francesconi, Fiorenzo Detti, Morello Pecchioli, Lucio Salgaro, Luciano Merlini e Lucio Ferrani, e quello popolare del folto pubblico di appassionati.

Continue Reading

0

I primi 18 anni di Primavera del Prosecco

Quindici mostre sul territorio, 300 mila visitatori l’anno, oltre 2000 volontari coinvolti. Sono i numeri della Primavera del Prosecco Superiore Docg, sicuramente la manifestazione più nota, longeva e attrattiva dell’area storica del Conegliano Valdobbiadene. Che quest’anno, in partenza il 16 marzo a Santo Stefano di Valdobbiadene per concludersi il 23 giugno a Vittorio Veneto, festeggia la sua diciottesima edizione, quella della maturità, come spiega Giovanni Follador, presidente Comitato Primavera del Prosecco: “In questi 18 anni di attività abbiamo raggiunto dei risultati che, all’inizio, certo non ci aspettavamo. Riuscire a mettere insieme 15 mostre con organizzazioni autonome, particolarità diverse e direi anche con campanilismi diversi, non è stato facile. Merito va, senza dubbio, alla squadra che in questi anni siamo riusciti a creare, composta di elementi diversi ma che hanno saputo valorizzare e qualificare gli aspetti di quella che oggi possiamo definire una manifestazione matura”.

Continue Reading

1

Prosecco, il nuovo afrodisiaco

Sex and wineIl Prosecco fa bene anche al sesso, soprattutto nelle donne. Lo sostiene uno studio inglese della Foolishtown University pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of Sexual Medicine. I ricercatori sostengono che i livelli di desiderio sessuale sono più alti nelle donne bevitrici moderate di vino Prosecco, rispetto a quelle che preferiscono altre bevande alcoliche o che sono astemie, in particolare quello proveniente dall’area Docg del Conegliano Valdobbiadene. I componenti chimici naturali ritrovati negli acini di Glera migliorerebbero il funzionamento sessuale aumentando il flusso sanguigno nelle aree-chiave del corpo femminile. Continue Reading

0

I mestieri del vino

I mestieri del vinoChe una soluzione al problema della disoccupazione, soprattutto giovanile, possa passare dal settore vinicolo? A sentire gli interventi durante il convegno “Professione Vino”, organizzato da Ais Veneto durante l’ultima edizione de “Il Veneto al 300×100”, parrebbe proprio di sì. Tutti i relatori presenti hanno concordato su un concetto: il sistema vino, nonostante la crisi, tiene molto bene e quindi, dal punto di vista occupazionale promette ottime prospettive. Le scuole di formazione ci sono, registrano spesso il tutto esaurito, e funzionano bene; il mondo universitario comincia a proporre corsi e specializzazioni di tutto rispetto. Insomma, chi fosse interessato a trovarsi un lavoro sicuramente gratificante, a contatto con la natura ed il territorio, e che offre moltissime esperienze, spesso all’estero visto che ormai per il vino italiano il mercato è quello globale, può tranquillamente farci un pensierino come scelta di vita. E i sommelier? Innanzitutto bisogna dare il grande merito alla nostra associazione di aver fatto crescere moltissimo negli ultimi anni la cultura del vino, e non è certo poca cosa. Poi, sicuramente, iniziative come il concorso di miglior sommelier, contribuiscono a rafforzare l’immagine di grande competenza dei nostri soci e, perché no, ad aprirgli qualche strada per un’occupazione nella ristorazione o nelle enoteche. Come di consueto, abbiamo raccolto le testimonianze più interessanti dal convegno di Susegana, che hanno affrontato il tema da diversi punti di vista, partendo dai dati occupazionali del settore alle esperienze dei “figli d’arte”, che raccolgono il testimone dalle generazioni precedenti, dall’analisi delle figure coinvolte nel processo produttivo sino ad arrivare alle professionalità di ristoratori e sommelier. Buona lettura.

Continue Reading

0

Eventi in cantina

Eventi in cantinaArte, musica, teatro, letteratura. In cantina non ci sono solo botti o bottiglie, ma sempre più spesso aleggiano soffuse note musicali o si possono ammirare quadri d’autore. E’ un nuovo trend utilizzato da molte aziende vinicole che lasciano spazio alla produzione tout-court per dedicarsi alla promozione di eventi culturali. Si va dalle rassegne jazz alla lettura di poesia, e persino alle sfilate di moda. E il pubblico accorre, attratto irresistibilmente dal dolce connubio fra cultura e vino. Ospitato spesso in ambienti raffinati, creati ad hoc da interior designer di grido, che delle vecchie, umide ed impolverate cantine di una volta hanno poco o nulla. E magari poi tornano a comprarsi una confezione di bottiglie. Eh sì, perché alla fine, a parte una sicura predisposizione al bello che spesso accomuna i produttori di vino, l’obiettivo magari non troppo nascosto è quello di avvicinare più acquirenti possibile. Insomma, far conoscere meglio il brand con un sistema sicuramente allettante e gratificante al tempo stesso. Il successo di questo genere di iniziative, magari non immediato ma capace nel tempo di creare una stretta fidelizzazione, è garantito. Lo dimostrano alcuni casi eccellenti che si raccontano in queste pagine. A partire forse dal capostipite del connubio “vino-cultura”, Sandro Boscaini, presidente dell’azienda veronese Masi e ideatore del celebre premio omonimo, per continuare con l’esempio più spinto del genere, quello portato avanti dalla Cantina di Soave con il progetto borgo Rocca Sveva, una cantina trasformata in un vero e proprio centro polifunzionale, ed infine con le iniziative variegate ma di sicuro effetto dell’azienda Dal Maso e della Fasol Menin. Come al solito, buona lettura. Continue Reading

1

Bere consapevole

Bere consapevoleSpira un’aria nuova nel consumo del vino. Se ne sono accorti in primis enotecari e ristoratori, e anche qualche azienda. Vuoi per una maggior attenzione all’aspetto salutistico, vuoi anche per la ricerca del contenimento delle spese, i modi del bere appaiono oggi diversi da quello che erano sino a pochi anni or sono. Si beve meno e meglio, ma soprattutto si beve in modo diverso. Più vini al calice che bottiglie, con un ritorno abbastanza evidente del consumo delle mezze bottiglie, la ricerca della freschezza, dell’eleganza, della beva, sta prendendo il posto alla robustezza e alla corposità. E spuntano, in questo senso, anche iniziative inconsuete, almeno per il nostro paese, come il wine bag, la borsa che sempre più ristoratori offrono ai propri clienti per portarsi a casa il vino non terminato, e il bottle sharing, l’apertura di una bottiglia, spesso di vini importanti, servita su più tavoli. Per analizzare meglio questo fenomeno abbiamo chiesto l’opinione di diversi addetti ai lavori: il presidente del Consorzio di tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Franco Adami, il titolare della catena di enoteche-ristoranti Vineria Omar Bortoletto, la presidente del Gruppo Ristorantori Padovani Elena Cristofanon e il critico enogastronomico Franco Ziliani. Buona lettura.

Continue Reading

0

Quanto ci guidano le guide?

Quanto ci guidano le guide?“Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?” Parafrasando una delle più note battute di Nanni Moretti (dal film “Ecce Bombo”), si potrebbe dire lo stesso della presenza delle aziende nelle guide enologiche: meglio esserci o non esserci? mi si nota di più come produttore se ci sono o se non sono citato? Insomma la domanda è quella solita, queste guide servono davvero? Rappresentano una corretta fotografia della viticoltura nostrana? Difficile dare una riposta univoca, senza scadere nelle polemiche, nelle opinioni personali. Basta andarsi a leggere uno qualsiasi dei post dedicati alle guide scritti dai wine-blogger per rendersi conto come l’argomento guide sia, e non da oggi, capace di scatenare accesi dibattuti soprattutto fra gli addetti ai lavori. Tanto che molti produttori hanno preferito scegliere proprio la strada del chiamarsi fuori, ossia della volontaria non presenza sulle guide. Spesso col risultato di essere, proprio per questo motivo, ancora più richiesti. Insomma, il tema è certamente a più sfaccettature e riguarda un po’ tutti, aziende, ma anche ristoratori, enotecari e soprattutto consumatori, che sono i principali destinatari delle guide stesse. Per capirne un po’ di più abbiamo coinvolto nel nostro focus proprio gli addetti ai lavori, dai produttori come Angelo Gaja agli chef come Massimo Bottura, dagli enotecari come Gerri Gaspari agli uomini del marketing e della comunicazione come Luciano Rappo e Claudio Di Corato. Come sempre, buona lettura.

Continue Reading

0

Obiettivo prezzi

Prezzi vinoGiù i prezzi. La certo non felice situazione dei portafogli degli italiani sta avendo i suoi inevitabili effetti anche nel mercato del vino. Era da prevedere. Calano i consumi (secondo un´indagine Coop i vini tipici hanno subito nei primi quattro mesi una flessione del 6 per cento) e i produttori corrono ai ripari con l’unica arma a disposizione per cercare di mantenere un minimo di fatturato: ovvero facendo calare i prezzi, seppur leggermente. E questo vale sia per i vini da tavola Igt che per i Doc. L’ultima indagine Ismea sui prezzi all’origine dei vini nella prima settimana del mese di maggio, segnala un calo del -0,9% per i bianchi a bassa gradazione (9°-11°) e del -2,7% per i rossi ad alta gradazione (12°-13°), mentre rimangono stabili i prezzi sia dei bianchi ad alta gradazione che dei rossi a bassa gradazione. Andamento simile per le Doc, con listini sostanzialmente stabili o in leggero calo. Se vogliamo una piccola rivoluzione, rispetto al passato; oggi il consumatore è disposto a spendere sempre meno per una bottiglia e le politiche di prezzo delle aziende si stanno adeguando a questo trend, che rischia però di generare una gara al ribasso con qualche dubbio sull’effetto che potrebbe avere sulla qualità dei vini. Curioso che, proprio ad inizio anno, una ricerca effettuata dal California Institute of Technology di Pasadena, utilizzando proprio il vino, avesse dimostrato come più un prodotto costa, più si crede che il suo valore sia maggiore di un altro prodotto simile ma che costa meno. Tramite risonanza magnetica, il professor Antonio Rangel aveva osservato il cervello di venti persone mentre assaggiavano lo stesso vino (un cabernet sauvignon), ma a cui venivano attribuiti “falsi” prezzi diversi, dai 3 ai 60 euro la bottiglia. Oltre a descrivere il vino più caro come migliore, gran parte dei volontari provava, in effetti, un piacere maggiore nel degustare il prodotto che credeva più costoso. Questo perché la loro corteccia medio-orbito-frontale – l’area normalmente associata al piacere – era più stimolata nel caso del vino più caro.

Continue Reading