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Le terre del vino

Vigneti nella regione di ChampagneIl legame fra un vino ed il territorio in cui viene prodotto di norma è sempre molto stretto. Ma diventa inscindibile, e a volte indistinguibile, quando il nome del vino è anche il nome della zona stessa di produzione. Esempi ce ne sono molti, spesso vincenti. In cui questo legame a doppio filo porta benefici reciproci: da una parte innalza la notorietà del vino, dall’altra sviluppa una sorta di traino turistico, dovuto principalmente proprio alla presenza dei produttori. Non deve stupire, quindi, la scelta del Consorzio di Tutela del Prosecco, che con l’acquisizione della prestigiosa Docg di quest’estate, ha deciso di puntare non più sul nome del vitigno “prosecco” (che fra l’altro è stato riportato all’antica denominazione “glera”), ma su quello del territorio. Facendo nascere il “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore”, come comparirà sulle nuove bottiglie con la fascetta della Docg. Per capire meglio a quali strategie, a quali percezioni, a quali scelte commerciali e promozionali posta una decisione del genere, abbiamo voluto sentire la voce di quattro vini “storici”, in cui questo legame fra vino e territorio è ormai di lunga data: il Marsala, il Chianti, l’Asti e lo Champagne. Buona lettura.

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