0

Sommelier con la valigia

travel_suitcaseUno degli effetti collaterali della passione del vino è che questa ti spinge a viaggiare molto. Una volta imparate le basi e approfondita la conoscenza dei vini italiani, ecco che si apre un mondo vincolo straordinario, tutto da scoprire, fatto di realtà poco conosciute, di vini sorprendenti e di grande qualità, di territori inusuali ma dal grande futuro. Non è un caso che una delle attività più apprezzate di Ais siano i suoi viaggi studio all’estero, toccando praticamente quasi tutti i continenti. Lo stesso mercato del vino, negli ultimi anni, si è profondamente allargato, merito certo della globalizzazione, ma anche delle superiori tecniche agronomiche, che permettono ormai di coltivare la vite a qualsiasi clima e latitudine, e del crescente apprezzamento del prodotto vino e della cultura che si cela dietro ad ogni bottiglia. Ecco, quindi, che chi decide di affrontare in modo professionale il lavoro di sommelier, ma anche chi sceglie come lavoro quello legato al vino in tutti i suoi aspetti commerciali, trova di fronte a sé tantissime alternative anche al di fuori dei confini nazionali, spesso proprio in quei paesi dove il vino sta prepotentemente emergendo come prodotto d’élite, come la Cina ed il Sudamerica ad esempio, e dove l’enologia italiana può puntare molto in alto, grazie alla sua superiore qualità. Vuoi anche per la crisi italiana degli ultimi anni, che ha colpito profondamente il mondo della ristorazione, l’estero è guardato sempre più come una grande opportunità per chi ha deciso di fare del mondo del vino il suo mestiere. Per il consueto approfondimento del nostro giornale, abbiamo scelto quindi di raccontare le storie, le esperienze e i successi di quei sommelier nati e cresciuti grazie alla formazione di Ais Veneto che hanno optato per l’estero come sede lavorativa. Proprio per capire meglio quanto la “scuola Ais” posso essere vista anche come un ottimo serbatoio di tecniche, metodologie e conoscenze per affrontare con il piede giusto qualsiasi esperienza all’estero. Come al solito, buona lettura.

Continue Reading

0

Il risotto che non t’aspetti

Ha vinto la creatività, voglia di tentare nuove strade e nuovi sapori. E, per una volta tanto, ha messo d’accordo tutti quanti. Alla terza edizione de “Il risotto del sommelier”, lo scorso 15 settembre durante la 47ª Fiera del Riso di Isola della Scala, forse anche un po’ a sorpresa, il risotto migliore è stato quello proposto dai padroni di casa della delegazione veronese, con la complicità dello chef Roberto Merzari del Ristorante Villa De Winckels di Mercenigo di Tregnano (VR). Un risotto alle castagne di San Mauro, stracul di maiale e Grana della Lessinia, sapori molto diversi fra loro ma che Roberto ha saputo amalgamare sapientemente e che hanno colpito alla stesso modo la giuria tecnica, presieduta da Giancarlo Mondini (Ais Romagna) e composta da Mariano Francesconi, Fiorenzo Detti, Morello Pecchioli, Lucio Salgaro, Luciano Merlini e Lucio Ferrani, e quello popolare del folto pubblico di appassionati.

Continue Reading

0

Spumanti: le interviste

Interviste realizzate il 1° settembre durante il seminario-degustazione “Dal Dom Perignon ai giorni nostri”, organizzato dall’Assciazione Sommelier del Veneto nella propria sede di Villa Braida a Mogliano (TV).
GIANNI LEGNANI
Responsabile Comunicazione Berlucchi


MAURO LUNELLI
Titolare Lunelli-Ferrari di Trento


DINO MARCHI
Presidente Associazione Sommelier del Veneto


JOSEF REITERER
Presidente associazione Metodo Classico Alto-Adige

0

Obiettivo prezzi

Prezzi vinoGiù i prezzi. La certo non felice situazione dei portafogli degli italiani sta avendo i suoi inevitabili effetti anche nel mercato del vino. Era da prevedere. Calano i consumi (secondo un´indagine Coop i vini tipici hanno subito nei primi quattro mesi una flessione del 6 per cento) e i produttori corrono ai ripari con l’unica arma a disposizione per cercare di mantenere un minimo di fatturato: ovvero facendo calare i prezzi, seppur leggermente. E questo vale sia per i vini da tavola Igt che per i Doc. L’ultima indagine Ismea sui prezzi all’origine dei vini nella prima settimana del mese di maggio, segnala un calo del -0,9% per i bianchi a bassa gradazione (9°-11°) e del -2,7% per i rossi ad alta gradazione (12°-13°), mentre rimangono stabili i prezzi sia dei bianchi ad alta gradazione che dei rossi a bassa gradazione. Andamento simile per le Doc, con listini sostanzialmente stabili o in leggero calo. Se vogliamo una piccola rivoluzione, rispetto al passato; oggi il consumatore è disposto a spendere sempre meno per una bottiglia e le politiche di prezzo delle aziende si stanno adeguando a questo trend, che rischia però di generare una gara al ribasso con qualche dubbio sull’effetto che potrebbe avere sulla qualità dei vini. Curioso che, proprio ad inizio anno, una ricerca effettuata dal California Institute of Technology di Pasadena, utilizzando proprio il vino, avesse dimostrato come più un prodotto costa, più si crede che il suo valore sia maggiore di un altro prodotto simile ma che costa meno. Tramite risonanza magnetica, il professor Antonio Rangel aveva osservato il cervello di venti persone mentre assaggiavano lo stesso vino (un cabernet sauvignon), ma a cui venivano attribuiti “falsi” prezzi diversi, dai 3 ai 60 euro la bottiglia. Oltre a descrivere il vino più caro come migliore, gran parte dei volontari provava, in effetti, un piacere maggiore nel degustare il prodotto che credeva più costoso. Questo perché la loro corteccia medio-orbito-frontale – l’area normalmente associata al piacere – era più stimolata nel caso del vino più caro.

Continue Reading