Vinitaly 2008

Vinitaly_308.JPGSi è aperta ieri all’insegna dei grandi numeri e della novità la 42ima edizione del Vinitaly, la più importante fiera enologica italiana, che proseguirà sino a domenica 6 aprile. I numeri sono quelli, sempre più importanti, di una kermesse che sta diventando di anno in anno sempre più completa: 4.300 espositori, 150 mila operatori previsti di cui 40 mila buyer provenienti da 100 paesi. Le novità, invece, sono quelle di un mondo enologico che ha capito perfettamente che il mercato sta diventando sempre più competitivo e che le armi del marketing, della cura dell’immagine e della comunicazione in genere saranno fondamentali per vincere le sfide dei prossimi anni. Trendwine ha seguito l’inaugurazione intervistando, proprio su questo tema, alcuni dei produttori e dei protagonisti incontrati fra gli stand del Vinitaly. Nei prossimi giorni pubblicheremo sul nostro sito i video relativi, intanto potete gustarvi questa bella anteprima. Buona visione.

La redazione di TrendWine ringrazia sentitamente il Gruppo Ristoratori dell’Ascom di Treviso per l’eccellente ospitalità durante la nostra visita al Vinitaly 2008. Grazie Silvia.


Vinitaly 2008 - Vino e Marketing.

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L’abito fa il vino?

Colli del Limbara Igt Rosso “Galana” 2000“Non giudicare il libro dalla copertina”, dice un aforisma celebre. La stessa cosa vale anche per il vino? Nella maggior parte dei casi, sì. Nessuno può mettere il dubbio che la qualità del contenuto supera di gran lunga per importanza l’estetica della confezione. Eppure, soprattutto in un mercato fortemente concorrenziale come quello enologico, le cose non sono così semplici. Anche l’occhio vuole la sua parte e negli ultimi anni le aziende del vino si stanno accorgendo che una buona “presentazione” aiuta a vendere.

Nel linguaggio del marketing si parla di packaging, ossia di tutto quell’insieme di cose – dalla bottiglia ai cartoni della confezione e, pur se non propriamente, anche delle etichette – che danno la prima “immagine” di un prodotto. Non è certo un caso se, da 13 anni a questa parte, anche il Vinitaly di Verona, fra le sue molte manifestazioni collaterali, ospita un Premio Internazionale per il Packaging del vino. Oltre 210 sono state, nell’edizione di quest’anno, le aziende di vini e distillati partecipanti, provenienti oltre che dall’Italia, anche da Albania, Australia, Austria, Georgia, Slovacchia, Spagna, Sud Africa, Svizzera e Ungheria.

Ed a conquistare gli ambiti premi per l’“Etichetta dell’anno 2008 e per il “Packaging 2008” ”, sia nei vini che nei distillati, sono state proprio aziende italiane (rispettivamente il Colli del Limbara Igt Rosso “Galana” 2000 della Cantina del Vermentino e l’“Acquavite di Vino Moscato Rosa” della G. Bertagnolli di Mezzocorona per le migliori etichette e per il packaging la Casa Vinicola Duca di Salaparuta di Casteldaccia e la Centopercento di Nervesa della Battaglia) segno che l’italian style vince anche fra i vigneti.

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Addio sughero?

Tappo di sugheroL’ultimo grido d’allarme arriva da un rapporto pubblicato lo scorso maggio da Coldiretti e Wwf: i sughereti del Mediterraneo occidentale sono a rischio estinzione. Nei prossimi dieci anni, secondo le stime, potrebbe andare perduto fino al 75% delle querce da sughero, concentrate in Italia, Portogallo, Spagna, Marocco, Algeria, Francia, Tunisia per una superficie pari a 2,7 milioni di ettari (equivalente di mezza Svizzera). E dalle 300 mila tonnellate prodotte oggi si scenderà a 19.500. Un problema non da poco, visto che attualmente il settore vitivinicolo utilizza per la produzione di tappi oltre il 60% del sughero commercializzato nel nostro Paese, dove sono prodotti 80.000 quintali di sughero gentile e 30.000 quintali di sugherone, nelle Regioni Sardegna (dove si concentra l’80% della produzione italiana), Toscana, Sicilia e Lazio. Risultato: nel 2015 il 95% delle bottiglie di vino prodotto in Italia potrebbero essere sigillate con tappi sintetici.

Di fronte a previsioni di questo tipo passa in secondo piano il cosiddetto “difetto di tappo”, che rende imbevibili il 5% delle nostre bottiglie. Trovare alternative al buon vecchio tappo di sughero diventa, quindi, sempre più una necessità. Necessità che si scontra con una tradizione dura a morire, e soprattutto con un’immagine d’“eccellenza” del tappo di sughero, considerati insostituibili per la conservazione di certi tipi di vini, in particolari quelli che richiedono un lungo invecchiamento in bottiglia. Il sintetico, in tutte le sue varie forme e composizioni sempre più innovative e tecnologicamente avanzate, sta avanzando a gran passi e c’è anche chi sta provando, con successo, proposte più originali come il tappo a vetro.

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Bere giovane

Wine-BarNel mondo del vino sta avvenendo una piccola rivoluzione demografica, neanche tanto nascosta. E’ una rivoluzione che ha un suo nome simbolo: wine-bar. Ovvero quei locali che assieme alle enoteche (in Italia sono già oltre un migliaio per un fatturato complessivo non certo da disprezzare di 300 milioni di euro), rappresentano un’alternativa sempre più apprezzata ai tradizionali pub. A frequentarli sono soprattutto giovani, un target in forte crescita, cui le aziende vinicola guardano con sempre maggior interesse, spesso producendo vini “ad hoc”. Che sta cambiando anche i modi di consumo del “prodotto” vino. Non più, o meglio non solo bevanda di accompagnamento ai pasti, ma sempre più spesso aperitivo o addirittura elemento di aggregazione, da bere, magari nel caso di vini particolarmente importanti, assieme agli amici più fidati. Esperti di marketing fanno a gara per accapparrarsi questa fetta di mercato, come dimostrano le molte ricerche e indagini al riguardo.Nella sua ultima edizione anche Vinitaly ha dato spazio al fenomeno, presentando un’indagine condotta dall’Associazione giovani imprenditori nell’ambito del “Wine-bar del bere giovane”, giunto alla sua terza edizione. Ne è emerso che per oltre l’80% degli intervistati l’occasione di consumo più frequente è a cena con gli amici o durante colazioni di lavoro. La maggioranza dei consensi, inoltre, vanno ai vini rossi e lo spaccato dei dati, analizzati per fascia di età, indica tra il 63 e il 70% la degustazione di vini rossi, tra il 24 ed il 28% di vini bianchi, tra il 6 ed il 10% di spumanti.Per capire meglio la tipologia del giovane consumatore ci viene in aiuto anche un recente studio del Wine Market Council sulle nuove “tribù” del vino, che ha classificato i consumatori in tre segmenti demografici: i “Baby Boomers” (tra i 41 e i 59 anni), la “Generation X” (fra i 29 e i 40 anni) e i “Millennials” (18-28 anni). Ebbene, il gruppo col tasso di crescita più elevato (+39%) sono proprio questi ultimi, seguiti dalla “Generation X” (+30%) e dai “Boomers” (+8%). E’ un’indagine incentrata sul mercato americano, ma che ha similitudini anche nel nostro paese. Secondo la già citata indagine del Vinitaly, infatti, nonostante la giovane età, i “Millennials” sono anche la fascia disposta a spendere di più. Per il segmento più giovane (18-30 anni) la spesa media al ristorante si inserisce fra i 40 ed i 45 Euro. Il quadro si delinea sempre di più. La fotografia del nuovo consumatore di vino è un trentenne, benestante, che spende per bere vino di qualità. E il mercato lo asseconda più che volentieri. (more…)

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Cheers winefans!

Benvenuto su Trendwine.com, un blog dedicato al marketing ed alla comunicazione nel mondo del vino.

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