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Vino, web e social network

Vino, web e social networkVino e internet. Un matrimonio felice? A guardare numeri e sondaggi parrebbe proprio di sì. Il vino, secondo una recente ricerca, compare infatti in quasi il 2% delle conversazioni in rete che si svolgono nelle principali lingue europee, per un totale di 105 mila conversazioni ogni giorno. E anche le aziende, in un settore tradizionalmente legato ad un prodotto tangibile e concreto come il vino, si stanno sempre più orientando verso una comunicazione virtuale. Un’altra recentissima ricerca (Axiter-Confcommercio/Unicab per conto di Vinitaly) rivela che ben sette cantine su dieci prevedono di destinare quest’anno risorse aggiuntive alla comunicazione sul web. Dove gli strumenti ormai sono molteplici, dal sito aziendale alla presenza sui social network come Facebook e Twitter, dai blog creati da critici, sommelier o semplici appassionati ai forum tematici. Una massa enorme di informazioni cui gli appassionati attingono ormai quotidianamente per informarsi sulle etichette, sulla qualità dei vini, sulle serate di degustazione, sugli orientamenti del mercato e su quant’altro possa interessarli del panorama enologico. Ma quanto vale davvero l’informazione sulla grande rete di internet? E’ efficace e soprattutto attendibile? E quali sono gli sviluppi per il mercato del vino? Lo abbiamo chiesto a quattro esperti sia di vino che di internet, due dalla parte delle aziende, Francesco Zonin vicepresidente dell’omonima casa vinicola vicentina e Lorenzo Biscontin direttore marketing delle Cantine Santa Margherita, e due dei più noti wineblogger italiani, Franco Ziliani di Vinoalvino.org e Angelo Peretti di Internetgourmet.it.

Francesco Zonin, vicepresidente della Casa Vinicola Zonin di Gambellara (VI)

Internet dà un ottimo ritorno perché consente un tipo di comunicazione one-to-one con i consumatori e gli esperti

“Il mondo della comunicazione con l’avvento di internet è profondamente mutato. Gli utenti dell’informazione si sono spostati progressivamente sempre più sul digitale. Probabilmente questa forte tendenza si stabilirà nel momento in cui la connessione internet sarà disponibile a tutta la popolazione e gli strumenti utilizzati avranno caratteristiche tali da consentire la fruibilità agli utenti di qualsiasi età ed estrazione sociale. Oggi ancora queste due condizioni in Italia non si sono verificate, e ad oggi la carta stampata, che comunque ha e avrà la sua valenza anche in futuro avendo peculiarità non sostituibili, risulta ancora molto importante in Italia. Come gruppo aziendale abbiamo un grande interesse verso il mondo di internet. Comunichiamo attraverso il mio blog www.wineislove.it, con strumenti quali Facebook e Twitter e tramite i siti web istituzionali. Internet ci sta dando un ottimo ritorno perché consente un tipo di comunicazione one-to-one con i consumatori e con il pubblico di esperti che è interessato a conoscere più da vicino la nostra attività. Il mio blog, che tengo aggiornato regolarmente dal 9 settembre 2008, giorno del suo debutto, ha avuto le visite di più di 20mila utenti. I nostri siti web sono interconnessi, per consentire al pubblico di navigare tra le diverse realtà, dal Friuli alla Sicilia, passando per il Veneto, il Piemonte, la Toscana e la Puglia. Ciascuna nostra Tenuta può aggiornare il proprio sito autonomamente, questo consente di pubblicare informazioni specifiche e dare, ad esempio, maggior rilievo agli eventi del territorio. Anche il fenomeno dei blogger assume un’importanza strategica nel mondo del vino, perché la comunicazione di settore trova nel web uno strumento particolarmente adatto in quanto favorisce lo scambio di idee e la diffusione di notizie, anche molto tecniche, in modo rapido ed efficace. I blogger, inoltre, hanno avuto la grande capacità di fare squadra, facendosi promozione a vicenda e sviluppando un effetto “virale” sugli utenti. Non è stata una vera e propria strategia, tutto questo è stato favorito dallo strumento internet stesso. Per cui il numero di persone che interagisce con ciascun blogger è in genere elevato, di buon livello culturale. Il blogger cerca di seguire l’etica e la deontologia di un giornalista. Per essere credibile, dovrà sempre verificare le informazioni prima della loro pubblicazione e dovrà agire in maniera etica, oltre che appassionata, per non tradire la fiducia degli utenti e dei colleghi blogger. E anche strumenti come Facebook e Twitter possono contribuire a consolidare l’affezione dei clienti per il marchio, perché sono strumenti che ci permettono di dialogare direttamente con il consumatore rafforzando la marca attraverso una maggiore vicinanza al cliente e alle sue esigenze di informazione, dialogando con i clienti e gli appassionati in maniera diretta e veloce”.

Lorenzo Biscontin, direttore marketing Santa Margherita S.p.A. di Fossalta di Portogruaro (VE)

Internet, se vogliamo, rappresenta una sorta di passaparola virtuale e lo dimostra il grande boom dei social network

“L’idea di sfruttare internet è nata molto tempo fa in Santa Margherita. E’ stata la prima cantina a creare un sito che non fosse solo un catalogo online dei propri prodotti, ma con molti contenuti, corsi, segnalazioni di degustazioni, giochi… Insomma un sito che offrisse un’informazione generale sulla cultura del vino. Santa Margherita è da sempre sul web con una comunicazione non solo pubblicitaria, ma cercando di seguire ed interagire con il mercato e con gli appassionati. Per questo nel 2008 abbiamo realizzato un re-design del sito puntando molto sulla semplificazione nell’utilizzo e sulla razionalità nella distribuzione dei contenuti, aggiungendo neanche molti contenuti video. Non credo che sia poi una grande contraddizione sul fatto che un settore così tradizionale come quello del vino si stia espandendo molto anche su uno strumento moderno come il web. Di fatto, internet oggi è una sorta di passaparola virtuale se vogliamo, e lo dimostra il grande boom dei social network. Non sostituisce il passaparola reale, ma lo amplia, perché permette di interagire in tempo reale anche con persone o amici molti distanti. Così se un nostro conoscente dalla Sicilia ha bevuto un buon vino e lo fa sapere via Facebook e Twitter, ecco che l’informazione ci arriva immediatamente. Internet è un mezzo molto moderno ma le dinamiche sociali restano quelle classiche. Ha il vantaggio di essere uno strumento molto più veloce del passaparola, inoltre permette anche il confronto diretto fra opinion leader e produttori. Molte aziende, direi forse più le piccole che quelle grandi, sono molto attive su Facebook e Twitter. E’ un passaparola virtuale ma è comunque reale. Il sito, invece, è il collettore delle diverse idee di comunicazione, serve per approfondire di più i prodotti. Credo che dal confronto, dalla condivisione delle idee, possano nascere vantaggi per tutti. Si cerca spesso l’opinione del consumatore e questa condivisione di informazioni aiuta le aziende a conoscere meglio le esigenze del mercato. Sta a noi, poi, cercare di essere più bravi dei nostri concorrenti. Per quello che riguarda i wineblogger è sicuramente un settore che ha grande peso. Secondo un sondaggio sul web ci sono circa un milione di discussioni aperte sul tema vino, più che nella birra ad esempio. Alcuni blog sono molto affermati ed hanno una buona reputazione, ma è difficile dire che peso questi abbiano sul mercato. Comunque credo che la rete sappia regolarsi abbastanza bene da sola, se si scrive una stupidaggine viene subito fuori. C’è una sorta di autocontrollo che sui mezzi tradizionali non è possibile avere. Da questo punti di vista non credo che i giornali siano più sicuri del web. I blogger dovrebbe uscire un po’ da un approccio anarchico, disinteressandosi degli effetti di quello che scrivono, perché le loro parole hanno effetto. Vero è anche che i blogger tendono a peccare un po’ di autoreferenzialità, ma si tratta di un problema endemico dell’intero mondo del vino. Nel settore vino l’e-commerce invece è, in generale, una questione ancora aperta. Anche su Ebay non c’è un così grande volume di affari come ci si potrebbe aspettare. Il vino è ancora un prodotto legato a tradizione, storia, territorio, cosa che ne limita un po’ lo sviluppo delle vendite online. Qualcuno ci prova, ma non è ancora una cosa di grande impatto. Spesso è un discorso legato alle enoteche, in un’ottica di servizio, ma solo perché già esiste alla base un rapporto tangibile”.

Angelo Peretti, giornalista e wineblogger

La rete è oggi lo strumento più efficace, più efficiente e più rapido per testare le idee sul mondo del vino

“L’opinione del web e dei wineblog rappresenta sicuramente un incubatoio di idee. Uno strumento più efficace, più efficiente e più rapido per testare le idee sul mondo del vino e per valutarne le possibili applicazioni empiriche. Possiamo dire che se il web è uno strumento digitale, il vino è invece ancora analogico, cioè un prodotto tattile, difficile da rendere. La forza del web, quindi, è soprattutto quella di diffondere le idee. Due casi personali per capire meglio questo concetto. Il primo è legato al mio blog dedicato al Bardolino, chiamato Bardoc. Sono stato sempre molto affezionato a quella zona, dove ho vissuto e dove i miei nonni coltivavano la vite, ma quando lo creai il Bardolino era un po’ in crisi d’identità, con una reputazione non grandissima. Per questo volevo sfatare la credenza che sul Bardolino non c’era molto da comunicare, dimostrando che invece si poteva scrivere qualcosa su questo vino, sulla sua storia e sui suoi uomini anche ogni giorno. Il successo del sito portò grandi e piccoli produttori a ricredersi e a realizzare un piano strategico di marketing, che poi mi venne affidato. Fu una piccola rivoluzione, che dimostrò come il web poteva essere un ottimo strumento di comunicazione, tanto che il mio sito diventò il blog del Consorzio. Il secondo caso riguarda un mio articolo pubblicato su un altro mio blog, Internetgourmet. Da lì lanciai una sorta di manifesto che elogiasse la piacevolezza nei vini, coniando il termine di “vinini” per identificare quei vini semplici ma non banali, da contrapporre ai “vinoni” parkeriani. La cosa si diffuse in forma quasi virale, molti rilanciarono quel concetto e ne parlarono ed è stato organizzato persino un convegno all’ultimo Vinitaly dedicato proprio ai “Vinini”. Questi esempi dimostrano il forte valore dei blog ed allo stesso tempo la grande responsabilità di chi scrive. Chi mi legge deve sempre sapere da cosa sono influenzato, devo essere assolutamente trasparente con i miei lettori. Per questo ho smesso di scrivere sul Bardolino da quando me ne occupo professionalmente, per questo sui miei siti metto sempre una pagina dove dichiaro i miei “conflitti di interessi”. I forum, invece, li trovo estremamente anarchici, i blog al contrario si identificano meglio, più si avvicinano alla concretezza e più funzionano. Penso che il web possa essere meglio sfruttato anche dalle aziende. Il sito aziendale dovrebbe essere la trasposizione della cantina in digitale e trovo folle la scelta di alcuni produttori di non avere un sito. Non dev’essere un semplice depliant, ma deve contenere molte informazioni, dev’essere il luogo dove il produttore presenta se stesso. E’ un potente strumento di comunicazione del business dell’azienda. I produttori devono essere comunque sempre trasparenti. Così si incoraggia la visita diretta in azienda. Al commercio online, invece, non credo molto, pur spendendo parecchio per gli acquisti di vino, perché in Italia manca la logistica e le spese di spedizione sono troppo alte. In Francia si può anche acquistare una sola bottiglia, qui no”.

Franco Ziliani, giornalista e wineblogger

Il web permette una maggior pluralità di espressioni e una comunicazione meno ingessata, più libera e indipendente

“Il rapporto fra il vino e il mondo di internet è ancora tutto da costruirsi e da definirsi. Certo è che il web permette una maggior pluralità di espressioni e una comunicazione meno ingessata, sicuramente più libera e indipendente. Ed oggi sono molti i consumatori che si rivolgono a questi strumenti, il cui aspetto più innovativo è sicuramente dato dalla possibilità di aprire un dialogo diretto con chi scrive, che fa sì che il consumatore non subisca solo l’informazione ma vi partecipa direttamente. Il mondo del vino si è dimostrato un po’ scettico agli inizi, ma oggi gli sviluppi appaiono sicuramente molto interessanti e promettenti. Crescono anche l’attendibilità e l’autorevolezza dell’informazione su internet, ma nello stesso tempo cresce il numero delle aziende, soprattutto le grandi, che dimostra una maggior attenzione alla propria presenza sul web. E’ fondamentale però che i wineblogger sviluppino un carico virtuoso di responsabilità verso i propri lettori. Per diversi consumatori i blog risultano più attendibili rispetto alle guide dei vini, le cui valutazioni recentemente non sempre sono attendibili, subendo condizionamenti e reverenze. Molto spesso alcune notizie vengono rilanciate prima dai blog che dai media tradizionali. Perché internet consente una maggior velocità rispetto ad esempio alle riviste cartacee. E’ un flusso continuo di informazioni, un mondo vasto dove ci sono molte voci indipendenti e ognuno può crearsi i propri percorsi. Il mondo del vino quindi non può più permettersi di snobbare la rete, non è più un fenomeno puramente dilettantistico. Il blog resta comunque un diario pubblico, con opinioni molto personali e una dichiarata soggettività e a molti lettori questo piace. Certo, è anche un mondo eterogeneo, dove si trova di tutto e di più, e tutto questo va soppesato. Molte aziende stanno investendo tanto su internet, anche le più tradizionaliste. Ma bisogna capire che se si vuole essere presenti bisogna esserlo veramente. Bisogna usare altri linguaggi, perché internet può essere uno strumento efficace soprattutto per avvicinare consapevolmente le fasce più giovani al mondo del vino”.

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Paolo Colombo

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